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	<title>Giochi di parole... con le parole</title>
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	<description>scrivere per passione e giocare con le parole</description>
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		<title>&#8220;Come Dio comanda&#8221; di Niccolò Ammaniti</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 09:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente ce l&#8217;ho fatta. Ho trovato il tempo per finire di leggerlo.
Un romanzo di quelli come piacciono a me, belli lunghi e interessanti. Con una bella sfilza di personaggi che impari a conoscere man mano. Nel romanzo ci sono anche alcune tecniche narrative che ho riconosciuto e di cui ho apprezzato l&#8217;utilizzo. Sto parlando dell&#8217;uso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=242&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Finalmente ce l&#8217;ho fatta. Ho trovato il tempo per finire di leggerlo.</p>
<p>Un romanzo di quelli come piacciono a me, belli lunghi e interessanti. Con una bella sfilza di personaggi che impari a conoscere man mano. Nel romanzo ci sono anche alcune tecniche narrative che ho riconosciuto e di cui ho apprezzato l&#8217;utilizzo. Sto parlando dell&#8217;uso di storie parallele che mantengono l&#8217;attenzione del lettore su più fronti, inoltre l&#8217;importanza fondamentale di quella che è l&#8217;ambientazione. Se non fosse stata curata come Ammaniti ha fatto, il romanzo avrebbe ceduto, infatti l&#8217;ambiente di Varrano, il paesino dove si svolge la vicenda, è al centro della storia assieme ai personaggi e al tremendo nubifragio che coincide con il <a href="http://giochidiparole.wordpress.com/2009/06/15/appunti-di-viaggio-2/" target="_self">climax</a> del romanzo.</p>
<p><span id="more-242"></span><strong>La storia</strong></p>
<p>Il romanzo ricopre un arco di tempo di una settimana. Il libro è strutturato in micro capitoli di non più di un cinque, sei pagine e diviso in parti corrispondenti ai giorni della settimana.</p>
<p>Il romanzo racconta delle vicende di Rino e Cristiano Zena, del rapporto tra padre e figlio in un ambiente difficile, dove la violenza domina la scena. Rino è un disoccupato, emarginato, violento, alcolista, tenuto sotto controllo dall&#8217;assistenza sociale che minaccia di revocargli la custodia del figlio. Cristiano viene spinto di continuo dal padre a usare violenza per farlo diventare uomo.</p>
<p>La scena iniziale si apre con il padre di Cristiano che, nel cuore della notte, sveglia suo figlio nel sonno e lo obbliga ad andare a uccidere un cane perché gli da fastidio il suo continuo abbaiare. Il ragazzino, appena 13 anni, è costretto a prendere la pistola datagli dal padre e a inoltrarsi nei campi di Varrano alla ricerca del cane e a ucciderlo, con il freddo che lo invade in tutto il corpo. Tra Cristiano e suo padre c’è un legame viscerale, un bisogno l’uno dell’altro, perché entrambi sanno di non avere nessuno al mondo e che senza l’altro nulla avrebbe più un senso. E sarà proprio il loro amore a salvare le loro vite.</p>
<p>Attorno a questi due personaggi vi sono anche gli amici di Rino Zena che sono altrettanto balordi e che costituiscono un clan di nullafacenti che decidono di attuare una rapina a un bancomat che cambierà le loro vite.</p>
<p>La notte del terribile temporale, come anticipato, è una lunga parte alternata con le storie dei vari personaggi in azione che mantiene in tensione durante tutta la lettura. Avevo una gran voglia di leggere tutto il libro senza dormire la notte che sono arrivato a quel punto del romanzo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Il finale è nel classico stile di Ammaniti, almeno come lo era in &#8220;Io non ho paura&#8221;. È aperto. Sta al lettore dare un senso a tutti gli eventi e immaginare come potrebbe continuare.</p>
<p>Una piccola cosa che mi ha dato &#8220;fastidio&#8221; nel libro è stata la menzione di una tariffa di un noto gestore telefonico all&#8217;interno del romanzo. Non credo fosse necessario scendere in così precisi dettagli in quella scena, anche perché i gestori telefonici sono su tutti i cartelloni pubblicitari per strada e in tivù.</p>
<p>Per il resto vi consiglio questa lettura. Certo a me è piaciuto di più &#8220;Io non ho paura&#8221; tra i due, ma anche &#8220;Come Dio comanda&#8221; merita. Questo libro ha vinto il premio Strega 2007.</p>
<p>Riferimenti romanzo: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Come_Dio_comanda_%28romanzo%29" target="_blank">wikipedia</a>, <a href="http://www.ibs.it/code/9788804502791/ammaniti-niccolo/come-dio-comanda.html" target="_blank">ibs</a></p>
<p>Alla prossima.</p>
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		<title>In cucina&#8230; di sono anch&#8217;io</title>
		<link>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/12/13/in-cucina-di-sono-anchio/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 17:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pavimento è freddo, al mattino, ma l&#8217;aroma di caffè che risacca dolcemente tra le pareti della cucina consola ben
presto d&#8217;aver lasciato il calore delle coperte. Con la tazza calda fra le dita, e la giornata confinata ancora fuori dalle persiane, si potrebbe restare per ore nella stessa disposizione d&#8217;animo e di membra, rimboccati insieme [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=235&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il pavimento è freddo, al mattino, ma l&#8217;aroma di caffè che risacca dolcemente tra le pareti della cucina consola ben</p>
<div id="attachment_236" class="wp-caption alignright" style="width: 204px"><a href="http://giochidiparole.files.wordpress.com/2009/12/in-cucina.jpg"><img class="size-medium wp-image-236" title="In cucina" src="http://giochidiparole.files.wordpress.com/2009/12/in-cucina.jpg?w=194&#038;h=300" alt="" width="194" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Copertina dell&#39;antologia in cui compare il mio racconto &quot;Regalo di Natale&quot;</p></div>
<p>presto d&#8217;aver lasciato il calore delle coperte. Con la tazza calda fra le dita, e la giornata confinata ancora fuori dalle persiane, si potrebbe restare per ore nella stessa disposizione d&#8217;animo e di membra, rimboccati insieme nella dolcezza del momento. A pranzo, poi, chissà. Forse di nuovo qui, in cucina, per un appuntamento con la consuetudine; o forse altrove, persino contenti di non dover lavare i piatti, dopo mangiato. E poi vengono i pomeriggi per le merende dei bambini – del pane-e-nutella che a casa del compagno di banco c&#8217;è sempre, e a casa propria mai; i pomeriggi per le esplorazioni culinarie, per gli ingredienti inventati e la crema ovunque; i pomeriggi dei cento spuntini che giustificano una distrazione – dallo studio, dall&#8217;umore. Più tardi, quando le finestre non bastano più e i pianerottoli si riempiono di profumi, in cucina s&#8217;aspettano i figli più grandi e i mariti, oppure si pensa solo a sé e ci si vizia, o ci si trascura. E nelle notti dagli occhi spalancati, è in cucina che ci si rifugia, con l&#8217;immancabile camomilla, il rumore discontinuo del frigorifero e la lucina rossa del piccolo televisore, votato ai tg delle ore pasti.</p>
<p>tratto da <a title="In cucina" href="http://perronelab.it/node/246" target="_blank">http://perronelab.it/node/246</a></p>
<p><span id="more-235"></span>Nell&#8217;antologia edita da <a href="http://giulioperroneditore.it/" target="_blank">Giulio Perrone Editore</a> compare il mio racconto &#8220;Regalo di Natale&#8221;. Un testo a cui sono legato per vari motivi e in cui mi ci trovo coinvolto, un po&#8217; come tutte le cose che scrivo.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/235/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/235/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=235&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Cronache da una sperimentazione letteraria&#8230; c&#8217;ero anch&#8217;io</title>
		<link>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/12/05/cronache-da-una-sperimentazione-letteraria-cero-anchio/</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 19:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bookfactory: sabato 14 novembre 2009, ore 10.30 presso la libreria Archeologiattiva a Napoli, primo appuntamento. Quindici iscritti, un bookcoach, l’incognita di una giornata da spendere in maniera del tutto nuova.
La missione: stendere le premesse concettuali (ambientazione, trama, personaggi, insomma tutto!) di un romanzo partendo da un canovaccio generalissimo (ed assolutamente modificabile, oltre i limiti dello [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=228&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><em>Bookfactory</em></strong>: sabato 14 novembre 2009, ore 10.30 presso la libreria Archeologiattiva a Napoli, primo appuntamento. Quindici iscritti, un bookcoach, l’incognita di una giornata da spendere in maniera del tutto nuova.</p>
<p><em>La missione</em>: stendere le premesse concettuali (ambientazione, trama, personaggi, insomma tutto!) di un romanzo partendo da un canovaccio generalissimo (ed assolutamente modificabile, oltre i limiti dello stravolgimento, rispondendo agli impulsi creativi dei partecipanti).</p>
<p><em>La prospettiva</em>: scrivere il romanzo collettivamente, in un periodo di una settimana, con ciascuno degli scrittori a stendere parti della storia secondo la scaletta scadenzata insieme, rispondendo a dei “compiti” assegnati (interi capitoli, parti specifiche, ecc.).</p>
<p><span id="more-228"></span>Il grande <strong>Aldo Putignano</strong>, scrittore, direttore editoriale e pioniere della sperimentazione letteraria collettiva in Italia a coordinare il tutto, aggiustando il tiro, aiutando gli autori a focalizzare l’obiettivo, a fornire una sapiente ed accurata opera di editing.</p>
<p>Il risultato? A poco più di due settimane dall’appuntamento il primo responso del “Putignano Maior”: quella che era una scommessa letteraria si sta traducendo in un romanzo degno di tal nome, con spunti interessanti. E per chi conosce un maniaco compulsivo-ossessivo della qualità letteraria come Aldo non può dubitare che un suo cauto giudizio di soddisfazione generale possa tradursi in qualcosa di veramente interessante.</p>
<p>Per ora i lavori di limatura proseguono, con gli autori impegnati a rispondere alle ulteriori sollecitazioni del BookCoach tese a rendere il testo ancora più omogeneo. La pubblicazione e la presentazione a gennaio, dopo il caos delle festività natalizie. Per cominciare bene l’anno.</p>
<p>Gli amici da ringraziare per questo primo sforzo creativo sono (in ordine rigorosamente casuale e sparso) Giancarlo <strong>Marino</strong>, Giuseppina <strong>Dell’Aria</strong>, Cristina Maria <strong>Russo</strong>, Gabriele <strong>Iaconis</strong>, Serena <strong>Venditto</strong>, Giovanni <strong>Nurcato</strong>, Davide <strong>Cannata</strong>, Francesca <strong>Gerla</strong>, Carmela <strong>Anzalone</strong>, Mariarosaria <strong>Riccio</strong>, Alberta <strong>Canonico</strong>, Ersilia Anna <strong>Petillo</strong>, Fabrizio <strong>Morrone</strong>, Giovanni <strong>Venturi</strong>, Paolo <strong>Trabucco</strong>.</p>
<p>Tratto da: <a href="http://slowread.wordpress.com/2009/12/05/cronache-da-una-sperimentazione-letteraria/" target="_blank">http://slowread.wordpress.com/2009/12/05/cronache-da-una-sperimentazione-letteraria/</a></p>
<p>Di seguito i miei commenti e le mie impressioni.</p>
<p>In questo mitico esperimento letterario non potevo mancare. Veramente una grande idea, orientata al puro divertimento&#8230; Sì, perché se non si scrive per divertimento secondo me è meglio non farlo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Ero abbastanza nervoso. Completamente perso nella trama, nei personaggi, l&#8217;ambientazione. In pratica per la prima volta ho visto come si applica quello che insegnano nei laboratori di scrittura creativa. Panico, panico.</p>
<p>Abbiamo passato mattina e pomeriggio a organizzare il lavoro senza scrivere nulla, giusto qualche appunto su che modalità tipografica usare (il tipo di virgolette, il font, l&#8217;applicazione da usare, ecc&#8230;).</p>
<p>Dopo aver ricevuto il mio compito a casa per email (dopo la rielaborazione del book coach di tutto quello che ci si era detto) non avevo la più pallida idea di cosa scrivere, poi sono stato fortunato perché Gabriele ha mandato ad Aldo la sua parte (finiva dove avrei dovuto iniziare io) e così mi sono messo a scrivere. Credo che qualcosa lo abbia fatto. Ora sta ad Aldo valutare il mio lavoro. Non mi aspetto grandi cose, in fondo l&#8217;esperienza era giusto per mettersi alla prova e qualsiasi cosa ne viene va benissimo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Alla prossima.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/228/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/228/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/228/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=228&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Case editrici a pagamento e non: ecco la lista</title>
		<link>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/11/30/case-editrici-a-pagamento-e-non-ecco-la-lista/</link>
		<comments>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/11/30/case-editrici-a-pagamento-e-non-ecco-la-lista/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 15:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[casa editrice a pagamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi non ha seguito i miei precedenti articoli, riepilogo dicendo che sul mercato esistono diversi tipi di case editrici:

a pagamento;
NON a pagamento.

Le prime accettano qualsiasi cosa, tanto per pubblicarvi si paga. Magari con l&#8217;acquisto di 200-300 copie della vostra stessa opera, oppure con un contratto che prevede 2000-3000 EUR per circa 100-200 copie, ovviamente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=216&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Per chi non ha seguito i miei precedenti articoli, riepilogo dicendo che sul mercato esistono diversi tipi di case editrici:</p>
<ul>
<li>a pagamento;</li>
<li>NON a pagamento.</li>
</ul>
<p>Le <strong>prime</strong> accettano qualsiasi cosa, tanto per pubblicarvi <strong>si paga</strong>. Magari con l&#8217;acquisto di 200-300 copie della vostra stessa opera, oppure con un contratto che prevede 2000-3000 EUR per circa 100-200 copie, ovviamente le modalità cambiano da casa editrice a casa editrice e vanno verificate.</p>
<p>Le <strong>seconde</strong> NON prevedono alcun onere di pagamento da parte dell&#8217;autore e si viene pubblicati se la propria opera vale ed è in linea con i prodotti della casa editrice (non si inviano storie fantascientifiche o noir a case editrici che non ne pubblicano, per esempio).</p>
<p><span id="more-216"></span>Cosa conviene? (Scusate la ripetitività) Beh, indubbiamente una casa editrice <strong>NON a pagamento</strong> se si vuole essere individuati possibilmente come dei buoni autori. Voglio dire, immaginiamo di pubblicare un romanzo a pagamento che vende, ma non viene apprezzato perché non è stato curato dalla casa editrice o l&#8217;autore è alle primissime armi con la scrittura (in genere anche chi scrive da tempo potrebbe aver bisogno di fare molte revisioni e far valutare a un occhio obiettivo la propria opera, figurarsi qualcuno che inizia a scrivere). In ogni caso vi pubblicano, tanto avete pagato e questo basta perché ve lo stampino e mettano in bella figura su qualche scaffale di qualche libreria. Certo qualche casa editrice potrebbe anche fare un lavoro di correzione e/o promozione (non so), ma in ogni caso se l&#8217;opera non vale non lo saprete mai. Voi no, ma chi vi legge se ne renderà conto e a quel punto diciamo che si ricorderanno del lavoro precedente e sarà difficile essere rivalutati per bene. Certo non impossibile.</p>
<p>Magari con 2000-3000 EUR si può sempre fare una bella vacanza su una spiaggia ai tropici o in giro per l&#8217;Europa, no? Se proprio si vuole pubblicare a tutti i costi ci si può affidare a una tipografia o a un servizio di stampa su internet come <a href="http://lulu.com/" target="_blank">lulu.com</a>, certo non è l&#8217;unico a si può anche usare per inviare qualcosa di proprio presentandolo in bella veste, oppure per regalare un libro di proprie poesie o racconti alla propria ragazza o ad amici, ecc&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>La lista</strong></p>
<p>Ecco a voi una lista catalogata per tipo di casa editrice:</p>
<p><a title="Elenco case editrici" href="http://writersdream.org/forum/viewforum.php?f=14" target="_blank">http://writersdream.org/forum/viewforum.php?f=14</a></p>
<p>La lista è stata redatta tramite varie segnalazioni. Se qualcuno riscontra errori nella stessa basta indicare la cosa sul forum. Credo che la lista sia precisa, ma in caso di esperienze diverse con dette case editrici può essere utile parlarne con la redazione di Writer&#8217;s Dream.</p>
<p>La lista individua le case editrici NON a pagamento come <strong>Free</strong>. Quelle a pagamento come <strong>A pagamento</strong>. Quelle che a volte richiedono il pagamento (ma non sempre) come <strong>Doppio Binario</strong>. Quelle che ancora non è noto come operano in <strong>Da testare</strong>. Quindi si può contribuire con le proprie segnalazioni.</p>
<p>Alla prossima.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/216/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/216/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/216/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=216&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Al bar&#8221;&#8230; ci sono anche io</title>
		<link>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/11/29/al-bar-ci-sono-anche-io/</link>
		<comments>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/11/29/al-bar-ci-sono-anche-io/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[al bar]]></category>
		<category><![CDATA[antologia]]></category>
		<category><![CDATA[giulio perrone editore]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[

È una sera piovosa; l&#8217;uomo entra nel bar; si sbottona il soprabito umido; una nuvola di vapore l&#8217;avvolge; il fischio parte lungo i binari a perdita d&#8217;occhio lucidi di pioggia.
(Italo Calvino, Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore)




Sono le storie a popolare un caffè: le vite che lo attraversano, le esistenze che vi transitano. Il vecchio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=204&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div>
<blockquote>
<div>È una sera piovosa; l&#8217;uomo entra nel bar; si sbottona il soprabito umido; una nuvola di vapore l&#8217;avvolge; il fischio parte lungo i binari a perdita d&#8217;occhio lucidi di pioggia.</div>
<div style="text-align:right;">(Italo Calvino, <em>Se una notte d&#8217;inverno un viaggiatore</em>)</div>
</blockquote>
<div>
<div id="attachment_205" class="wp-caption alignright" style="width: 205px"><a href="http://giochidiparole.files.wordpress.com/2009/11/albar.jpg"><img class="size-medium wp-image-205" title="Al bar" src="http://giochidiparole.files.wordpress.com/2009/11/albar.jpg?w=195&#038;h=300" alt="" width="195" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">copertina dell&#39;antologia &quot;Al Bar&quot; edita da Giulio Perrone Editore</p></div>
</div>
<div>
<p>Sono le storie a popolare un caffè: le vite che lo attraversano, le esistenze che vi transitano. Il vecchio barista, per esempio; il suo passato e le sue disillusioni, la saggezza di chi ha conosciuto molte persone senza doversene, in fondo, curare. La cassiera sognatrice, il cameriere inesperto, il fondatore del locale – al vostro servizio dal 1900 e passa – nella sua foto ingiallita accanto alla macchina del caffè.<br />
E poi ci sono gli avventori: un&#8217;umanità di passaggio, nell&#8217;atto di calcare la forma di un&#8217;abitudine, o di assecondare un bisogno improvviso. Aspettano l&#8217;ora di un appuntamento, festeggiano una piccola vittoria. Si guardano tra loro, di sottecchi, col gomito sul banco e le briciole sul cappotto – non c&#8217;è il tempo di toglierlo; si incontrano, oppure s&#8217;ignorano. E infine, passano oltre, come da una delle tante stazioni della vita, verso altre destinazioni; con l&#8217;odore di caffè nei capelli e la dimenticanza già nello sguardo.</p>
<p style="text-align:right;">(tratto da <a title="Antologia &quot;Al bar&quot;" href="http://perronelab.it/node/216" target="_blank">Perrone LAB</a>)</p>
</div>
</div>
<p><span id="more-204"></span>Ecco, il mio terzo traguardo editoriale. Sono orgoglioso di presentarlo. All&#8217;interno di questa antologia troverete il mio racconto &#8220;Ricordi&#8221;, una storia che ho scritto davvero cercando di smuovere la sfera emotiva di me stesso e del lettore che decide di darmi possibilità di essere ascoltato. È una storia intensa che avevo in mente da un po&#8217;, mi mancava solo il luogo in cui proporla e quando ho trovato il concorso sul sito di <a title="Giulio Perrone Editore" href="http://giulioperroneditore.it/" target="_blank">Giulio Perrone Editore</a> mi ci è voluto poco per metterla nero su bianco. L&#8217;ho letta, riletta, corretta e alla fine credo sia venuta fuori qualcosa di interessante&#8230; L&#8217;idea di questo bar e di due figure che entrano in questo luogo magico in cui si incrociano per caso&#8230; oppure è il destino? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Lo scoprirete solo leggendolo.</p>
<p>Ringrazio chi, avendo avuto modo di leggere il racconto, lascerà qui il suo commento.</p>
<p>Al solito, se mi conoscete potete ordinarlo al sottoscritto, sennò sul sito basta cercare le <a title="librerie affiliate" href="http://perronelab.it/node/2" target="_blank">librerie affiliate</a> oppure <a title="Ordina &quot;Al bar&quot;" href="http://perronelab.it/node/216" target="_blank">ordinarlo</a>.</p>
<p>Alla prossima.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/204/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/204/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/204/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=204&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Al bar</media:title>
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	</item>
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		<title>case editrici: di chi fidarsi?</title>
		<link>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/11/20/case-editrici-di-chi-fidarsi/</link>
		<comments>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/11/20/case-editrici-di-chi-fidarsi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[autori emergenti]]></category>
		<category><![CDATA[casa editrice a pagamento]]></category>
		<category><![CDATA[conocorso letterario]]></category>
		<category><![CDATA[premio calvino]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicare]]></category>

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		<description><![CDATA[Era da un po&#8217; che volevo scrivere questo articolo.
Con chi pubblico?
Ci sono scrittori che si guardano in giro ancora prima di pubblicare qualcosa, anche solo per curiosità, per essere preparati e, in un certo senso, capire se si aspira a essere pubblicati o meno. In fondo si può anche scrivere e non desiderare di essere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=198&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Era da un po&#8217; che volevo scrivere questo articolo.</p>
<p><strong>Con chi pubblico?</strong></p>
<p>Ci sono scrittori che si guardano in giro ancora prima di pubblicare qualcosa, anche solo per curiosità, per essere preparati e, in un certo senso, capire se si aspira a essere pubblicati o meno. In fondo si può anche scrivere e non desiderare di essere pubblicati. Certo è un caso particolare, ma può capitare.</p>
<p>Scrivere può essere un esercizio che rilassa, può essere un modo per focalizzare sul mondo, su se stessi. Spesso lo scrittore attinge a piene mani dalle proprie esperienze personali, magari, a volte, troppo personali per poter considerare davvero di pubblicare quanto scritto. In ogni caso lo scrittore quando inventa storie si mette a nudo. Ci sono piccole parti di se stesso che si spandono nel testo attraverso i tanti personaggi e le storie e solo chi ci conosce bene ne coglie i tratti.</p>
<p><span id="more-198"></span><strong>Case editrici a pagamento e non</strong></p>
<p>Partiamo dal presupposto di voler pubblicare, di avere qualcosa da pubblicare. Come si fa? Come si dovrebbe fare? Diciamo che in genere partire in quarta, scrivere un romanzo e vederselo pubblicato da una casa editrice seria è difficile. In genere si fa un passaggio precedente al romanzo. Si scrivono racconti, si cercano concorsi a cui mandarli e ci si fa un po&#8217; un curriculum letterario.</p>
<p>Un paio di settimane fa mi sono imbattuto in quello che credo sia una casa editrice a pagamento&#8230; Sì, perché dovete sapere che esistono case editrici a pagamento e non. Le prime vi pubblicano qualsiasi schifezza, tanto le pagate. E a questo punto chiunque può pubblicare, bastano 2000-3000 EUR e vi passa la paura. Il problema è che poi vi dovete fare promozione da soli&#8230; Scrivere un libro è solo il primissimo passo. Dopo di questo c&#8217;è la revisione. Che è una riscrittura di quanto messo su carta. La casa editrice a pagamento fa un po&#8217; di quello che in gergo si chiama editing, ovvero le correzioni in varie parti del testo, alcune nemmeno se la prendono la briga e vi ritrovate con un pessimo biglietto da visita. Se il vostro testo è ancora immaturo, o pessimo, vi siete bruciati la possibilità di essere pubblicati perché valete.</p>
<p>Alcune case editrici non a pagamento se sanno che avete pubblicato a pagamento buttano nel cestino il vostro testo senza nemmeno leggere la prima riga. Queste non a pagamento valutano il testo e se interessate a farvi emergere non vi chiederanno un solo centesimo e vi divertirete anche, infatti organizzeranno tanti eventi per pubblicizzare il vostro libro. Di solito sono piccole case editrici che non possono competere con colossi come Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, &#8230; Ma volete mettere a essere pubblicati perché siete in gamba? Preferisco questo caso. Ci saranno posso essere anche occasioni dove uno è bravo, ma il tema trattato nel racconto o nel romanzo non è in linea con i criteri di pubblicazione della casa editrice. Per esempio è ovvio che è inutile mandare un racconto di fantascienza a una casa editrice che non ne pubblica. E comunque i racconti vanno mandati solo se la casa editrice ne richiede.</p>
<p><strong>Concorsi letterari&#8230;</strong></p>
<p>Alcune case editrici indicono concorsi letterari a cui si può mandare un racconto con un limite di tot battute. Di solito si parla di cartelle (1800 caratteri formano una cartella). Ebbene, sto partecipando a varie concorsi letterari, ma come dicevo all&#8217;inizio mi devo essere imbattuto in una casa editrice a pagamento. Perché? Ora ve lo spiego.</p>
<p><strong>&#8230; a pagamento</strong></p>
<p>Il concorso in sé è simpatico. Scrivere un racconto ambientato a Roma. In giuria c&#8217;è anche uno scrittore di cui ho letto il suo primo romanzo (e mi è piaciuto). C&#8217;è da pagare 15 EUR per accedere al concorso. Beh, non è un problema. Molti concorsi, ma non tutti, richiedono, 10-15 EUR per accedere. Il problema di questo presunto concorso è che nel bando c&#8217;è scritto con molta semplicità che se si viene selezionati poi bisogna comprare minimo 5 volumi dell&#8217;antologia di racconti&#8230; Ma dico, stiamo scherzando? Uno posso pure prenderlo, perché in fondo è una sorta di &#8220;coppa&#8221; della gara, come a dire &#8220;c&#8217;ero pure io&#8221;, ma cinque e obbligatoriamente non ha senso. Il concorso quindi costava al più: 15 + 12 * 5 per un totale di 75 EUR. Naturalmente prima di dire che il tutto viene 75 EUR mi sono informato. Ho scritto alla casa editrice pensando che magari mi sbagliavo&#8230; Cavolo se mi sbagliavo e me lo chiamate concorso letterario in cui si viene valutati e solo chi è bravo può essere pubblicato? Assurdo. Si ricevesse una valutazione dettagliata sul racconto potrei anche forse capire, ma non capirei comunque. C&#8217;è sempre il molto più prestigioso premio Calvino in cui fanno una bella scheda di valutazione e chiedono 60 EUR, ma è il premio Calvino, non il primo premio di pinco pallino.</p>
<p><strong>Concorsi interessanti per tutti</strong></p>
<p>Morale della favola. Un concorso serio non va oltre i 25 EUR, molti si mantengono su 10-15 EUR. Chiunque ne chiede di più o deve essere un notissimo premio letterario dove vi permette di avere fama e riconoscimenti nazionali che vi aprono le porte alla possibilità di essere più visibili o niente, rinunciate. Sono case editrici a pagamento a cui non frega nulla degli autori emergenti.</p>
<p>Naturalmente se il premio Calvino mi apre le porte devo sempre essere io scrittore a valere e ad avere una buona opera nel cassetto, pronta. Tramite quel premio potrei essere contattato da una casa editrice seria, ma se non valgo non ho possibilità. Io la penso così. Prima la qualità di un testo e poi il resto pian piano. Non si può pensare di partire alla ricerca di case editrici quando non si ha nulla su cui si sta lavorando con impegno e amore. Una ricerca per curiosità fa bene. Io per esempio fino a un anno e mezzo fa ero convintissimo che per essere pubblicati bisognava per forza pagare e quanto mi sbagliavo! Ora non mi faccio più incantare&#8230; E sopratutto scrivo perché mi piace. Se un giorno sentirete parlare di un mio libro vorrà dire che a qualcuno deve essere piaciuto.</p>
<p>Ritornerò sul concetto di pubblicazione a pagamento e non perché l&#8217;argomento non si esaurisce qui. Scusate il mio modo di essere prolisso.</p>
<p>Alla prossima.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/198/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/198/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/198/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=198&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>In treno&#8230; ci sono anche io</title>
		<link>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/10/25/in-treno-ci-sono-anche-io/</link>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[giulio perrone]]></category>
		<category><![CDATA[in treno]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[«E, d&#8217;improvviso, nel silenzio profondo della notte, aveva sentito, da lontano, fischiare un treno.»
Luigi Pirandello

&#8220;C&#8217;è chi il treno deve aspettarlo tutte le mattine, col suo rumore sempre uguale, come una cantilena dei giorni; ogni mattina e ogni sera, lo sguardo corre di continuo all&#8217;orologio, e le gambe stanche sperano in un posto a sedere. Nell&#8217;era [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=185&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><blockquote><p>«E, d&#8217;improvviso, nel silenzio profondo della notte, aveva sentito, da lontano, fischiare un treno.»</p>
<p style="text-align:right;">Luigi Pirandello</p>
</blockquote>
<p>&#8220;C&#8217;è chi il treno deve aspettarlo tutte le mattine, col suo rumore sempre uguale, come una cantilena dei giorni; ogni mattina e ogni sera, lo sguardo corre di continuo all&#8217;orologio, e le gambe stanche sperano in un posto a sedere. Nell&#8217;era del pendolarismo frenetico e dei voli low cost, nel millennio un po&#8217; folle delle distanze azzerate, l&#8217;idea del treno fa sorridere, certo. Ma è anche un sorriso di malinconia. C&#8217;è qualcuno che, passando di corsa sotto il tabellone degli orari, non abbia mai cercato la destinazione più lontana sognando una fuga?&#8221;</p>
<p><span id="more-185"></span>Ebbene, sì stravolta un mio racconto apparirà in una delle antologie di <a href="http://giulioperroneditore.it/" target="_blank">Giulio Perrone Editore</a>. Il tema, come anticipato è <a href="http://perronelab.it/node/179" target="_blank">&#8220;In treno&#8221;</a>. Il racconto in questione è &#8220;Lontani dal mondo&#8221;.<img class="alignright size-medium wp-image-187" title="In treno" src="http://giochidiparole.files.wordpress.com/2009/10/intreno.jpg?w=194&#038;h=300" alt="In treno" width="194" height="300" /></p>
<p>Non mi va di dilungarmi sul contenuto dello stesso. Sono appena 3 cartelle. Detto per chi non è addetto ai lavori, si tratta di 2 pagine A4 (4 o 5 in formato libro). Se chi mi conosce vuole prendere il libro sono a disposizione. Chi non mi conosce può farlo ordinare in libreria. Per conoscere l&#8217;elenco delle stesse può consultarlo <a href="http://perronelab.it/node/2" target="_blank">qui</a>. Magari potete richiederlo anche da Fnac e Feltrinelli, ma non ne sono sicurissimo. I libri di Perrone sono regolarmente distribuiti in queste librerie, ma le antologie di racconti non credo. Ve la fate ordinare e vi passa la paura. Compriamo tante cose inutili, libri di grandi scrittori che scrivono del nulla o magari di scrittori davvero bravi. Date una possibilità anche a noi esordienti non ancora famosi di diventarlo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Mi ha sempre affascinato il racconto con tema &#8220;Il treno&#8221;, così mi sono messo all&#8217;opera e ho scritto <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  . Ho sempre osservato le persone intorno nei lunghi e allucinanti viaggi che ci offre la società unica che possiede l&#8217;intera linea ferroviaria italiana (come già vi <a href="http://giochidiparole.wordpress.com/2009/06/05/iv-premio-logos-ci-sono-anche-io/">dissi</a> nel mese di giugno scorso <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ).</p>
<p>A volte hai anche modo di parlare con le persone e sui treni secondo me scorre la vita, un po&#8217; come ovunque, ma in modo più particolare. E magari parli di una esperienza vissuta in un racconto e poi ti pubblicano <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  . Ma questo è un lato che non consideri quando sei sul treno. Lo scrittore le idee da qualche parte deve prenderle, no? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/185/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/185/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/185/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=185&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">In treno</media:title>
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	</item>
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		<title>Lo scrittore moderno gioca con le parole senza smettere mai</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 21:12:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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(una dedica spassionata a un grande autore)

Cosa poter dire di Stephen Edwin King senza risultare ripetitivo e scontato? Come parlare di questo prolifico autore senza diventare banale? Ormai la stampa internazionale ne ha discusso sempre più spesso. Il Re degli autori contemporanei moderni è entrato nelle case di mezzo mondo con più di cinquanta opere, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=153&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><strong><em>(una dedica spassionata a un grande autore)</em></strong></p>
</blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Cosa poter dire di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_King" target="_blank">Stephen Edwin King</a> senza risultare ripetitivo e scontato? Come parlare di questo prolifico autore senza diventare banale? Ormai la stampa internazionale ne ha discusso sempre più spesso. Il Re degli autori contemporanei moderni è entrato nelle case di mezzo mondo con più di cinquanta opere, ha scritto tutto lo scrivibile, ha trattato tutti i temi, i generi, si è dilungato, in alcune opere, in maniera eccessiva, permettendo sempre e comunque di cogliere la forza della parola scritta. Forse non c’è il modo giusto per discuterne, solo iniziandone a parlare ci si può rendere conto di chi sia davvero Stephen King.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span id="more-153"></span>Questo autore, personalmente, mi ha fatto apprezzare moltissimo il mestiere dello scrittore, anche se per raccontare storie, situazioni e psicologia dei personaggi si serve spesso dell’orrore, di mostri. A volte centra l’obiettivo e altre volte un po’ meno. In alcuni suoi romanzi il finale mi ha lasciato un po’ deluso. Capiterà quando si sforna un’opera all’anno? Certo, ci sono anche gusti e aspettative mentre si legge, ma l’abilità che in venti anni mi ha avvicinato sempre di più a lui non è il fatto che abbia scritto tanti libri e che per questo sia più noto. Nelle storie che crea ci si immerge pian piano, King presenta i suoi personaggi rivelandone la storia personale e la psicologia a piccole dosi, inoltre, questi altro non sono che figure appartenenti alla reale vita quotidiana, persone in cui il lettore medio riesce a immedesimarsi o comunque è capace di cogliere quel qualcosa che li accomuna.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Allo stato attuale credo sia l’unico scrittore contemporaneo esistente che ha scritto più di chiunque altro, riuscendo a segnare il suo nome nella storia, cosa che uno scrittore deve fare. La passione deve coinvolgere, la bravura deve essere riconosciuta e proclamata dagli altri, naturalmente, e solo se è vera ci si rende conto di quanto l’abilità a giocare con le parole sia una dote naturale. Perché non si diventa scrittori per caso, credo che alla fine si riesca a tirare fuori il forziere segreto che è dentro la testa e si riescano a creare situazioni, mondi, isole, cittadine, comunità, persone, storie coinvolgenti. Sì, perché quello che fa uno scrittore non è mettere insieme parole e punteggiatura, ma giocare con le stesse, pronto sempre a inventare tutto come se fosse la prima volta che ci si cimenta, come se in ogni momento la difficoltà fosse la stessa, iniziando a creare una storia, aggiungendo i personaggi man mano, quando all’inizio avevi in mente poche cose di tutto quello che vai a scrivere.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-top:.5cm;margin-bottom:.2cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>La nascita di una storia</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">King ha dichiarato più volte che le storie si scrivono da sole ed è solo nel momento in cui si mette nero su bianco (o si battono i tasti su un personal computer con il programma di video scrittura lì davanti) che sai cosa accadrà ai personaggi e in effetti la penso come lui, quando effettuo la prima stesura di un testo lungo ho in mente solo alcune scene chiave, poi il resto viene mentre si è all’opera. Un giorno in tram vedi un dettaglio, senti delle persone discutere di una certa cosa, pensi un attimo e ti viene un’idea per continuare la storia, per sviluppare meglio un intreccio o per iniziare qualcosa di nuovo.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Mi piace molto quando nei suoi romanzi, nei suoi racconti, scrive una prefazione in cui spiega come nasce l’idea del libro che si sta leggendo. È il modo giusto di presentarsi al lettore, di salutarlo e di ringraziarlo. King sa perfettamente, come qualsiasi altro scrittore, che senza i fedeli lettori tutto ciò che narra sarebbe inutile. È  un genio, perché su questa idea nasce la storia che da vita al romanzo “Misery”. L’importanza dell’esistenza del lettore, non solo, nel romanzo ci parla di questa sua lettrice numero uno che tiene prigioniero lo scrittore Paul Sheldon. Lo obbliga  a scrivere un nuovo romanzo per riportare in vita il personaggio di Misery, ucciso nell’ultimo libro della serie.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">C’è questo gioco tra lettrice e scrittore, un gioco pericoloso, che potrebbe costare la vita a Paul se non riesce abilmente a riportare Misery in vita dalla tomba in modo credibile. Sì, perché lo scrittore deve sempre essere convincente, anche in situazioni fantasiose, sennò viene meno il patto iniziale che ogni autore fa con il proprio lettore. Viene meno la “sospensione dell’incredulità”, ovvero quel qualcosa che ti rende credibile anche i viaggi nel tempo, come accade in “Ritorno al futuro”, il film di Robert Zemeckis. Un esempio perfetto di come la finzione sia incredibilmente reale quando ha le sue buone regole che, una volta stabilite, non vengono violate.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-top:.5cm;margin-bottom:.2cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Il personaggio scrittore</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">King è come se comunicasse le sue esperienze di narratore, come se parlasse di se stesso nei suoi scritti, quando racconta di un personaggio scrittore. Come in Misery, come nel racconto “Finestra segreta, giardino segreto” (tratto dalla raccolta “Quattro dopo mezzanotte”), dove il personaggio dello scrittore viene accusato di plagio, come nel romanzo “La metà oscura” dove lo scrittore si separa dal suo pseudonimo anche se, nel romanzo, con gravi conseguenze. Sono tutte idee che rivelano l’abilità del narratore King, che gioca con l’idea che c’è dietro l’essere scrittore. Riconosce importanza e necessità di questo mestiere quando nel racconto “Il corpo” (tratto dalla raccolta “Stagioni diverse”) Chris, il migliore amico di Gordie, gli dice di non sprecare il talento che Dio gli ha dato per raccontare le storie. Alla fine Gordon diventa davvero uno scrittore.</p>
<blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-top:.5cm;margin-bottom:.2cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Un torrente di parole</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Un’altra delle caratteristiche proprie è la bravura che ha nel resistere anche a quantità eccessive di pagine. Se penso a romanzi come “L’ombra dello Scorpione” e “It” vedo che è riuscito a stare dietro ai personaggi e alla storia fino alla fine, senza trascurare mai nulla. Uno sforzo notevole. Quanto tempo avrà messo per scrivere e correggere questi due romanzi? E i sette volumi della saga “La Torre Nera”? Anche questi ci hanno portato a leggere migliaia di pagine.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">King non si limita a questo. A volte ci sono personaggi e storie che richiamano altri suoi libri. Ha addirittura creato una cittadina nel Maine, Castel Rock, in cui si svolgono le azioni di alcuni suoi romanzi. È un vero maestro di narrativa inimitabile.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Quando penso a come mi piacerebbe scrivere, penso a Stephen King, ma a sua differenza, i miei personaggi e le mie storie non parleranno mai di orrore come fa lui (almeno penso), ma di storie dove non ci sono mostri che escono dalle fogne con le sembianze di pagliacci e spaventano e uccidono i bambini di Derry (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wTJD4iqzOJ0" target="_blank">ecco la sequenza video dell&#8217;omonimo film</a>). Certo, diventare così bravi e famosi è qualcosa che sarebbe una gran bella cosa, anche perché non è per nulla semplice, forse oggi più di ieri lo scrittore vero, quello genuino e bravo è difficile da trovare&#8230; per tutta una serie di motivi che spiegherò in un altro articolo. Io inizierei ad accontentarmi di pubblicare un romanzo scritto bene e che piaccia davvero.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">In ogni caso, quelle poche volte che si è cimentato in storie che non erano di orrore se l’è cavata bene, perché è un abile paroliere, sa giocare con maestria coi testi. Come lui, anche io tendo ad essere prolifico, ma solo la lunga esperienza mi permetterà di riuscire a scrivere bene come lui o come un qualsiasi altro bravo scrittore. Per il momento ci sto provando, ma non sono ancora al mio meglio. Devo lavorarci ancora su. Sottopormi al giudizio.</p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-top:.5cm;margin-bottom:.2cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Lo stile</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">King ha affrontato diversi stili. Adorabile per esempio il modo con cui ha scritto “Dolores Claiborne” e “Il gioco di Gerald”. Il primo sembra scritto tutto d’un fiato con uno stile particolare che all’epoca risultava nuovo. Ha narrato tutto attraverso il filtro della prima persona immersa in cui anche i dialoghi si sono trasformati in una lunga dichiarazione della protagonista, Dolores. All’inizio gli altri personaggi parlavano come di riflesso.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><em>Mi hai chiesto cosa, Andy Bissette? Se «capisco i diritti che mi hai spiegato»? Miseria! Com’è che certi uomini sono così </em><span style="font-style:normal;">gnucchi</span><em>?</em></p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><em>No una bella calmata te la dai </em><span style="font-style:normal;">tu</span><em>.</em></p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Così comincia Dolores Claiborne e va avanti per 267 pagine senza alcuna interruzione. Niente capitoli, niente separazioni tra paragrafi. Tutto compatto, come il racconto che fa la protagonista.  La storia è ambientata su una piccola isola, un territorio ancora più ristretto rispetto alle cittadine di Derry e Castel Rock, dove King si è spesso divertito a catturare la vita della piccola comunità del piccolo centro di periferia.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Naturalmente dobbiamo ringraziare anche al traduttore delle sue opere, ovvero Tullio Dobner, se abbiamo una resa stilistica quanto l&#8217;originale. Tradurre narrativa, non è semplice come tradurre un qualsiasi testo dall&#8217;inglese all&#8217;italiano. C&#8217;è molto di più.</p>
<blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-top:.5cm;margin-bottom:.2cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Richard Bachman</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">A un certo punto della sua vita, Stephen Edwin King, si è presentato con uno pseudonimo. Immagino sia stato anche un modo di capire se apparendo al pubblico dei lettori in una nuova veste, quella di autore sconosciuto, sarebbe stato accolto nello stesso identico modo di quando si firmava con il suo vero nome. La gente compra Stephen King perché è bravo o perché <em>è</em> Stephen King? Molti critici affermano che le persone acquisterebbero anche la sua lista della spesa, se la pubblicasse. Certo sarebbe sempre la lista della spesa di un grande autore, ma a parte scherzi, immagino che almeno un nuovo autore lo vede come modello per sé. Non per quello che scrive, ma il modo in cui scrive. Per la profonda psicologia dei suoi personaggi, come se esistessero davvero (e non fossero solo derivati da una serie di parole su carta), per le situazioni che è capace di narrare. Tutti possono scrivere, ma farlo davvero bene non è per molti, se poi si ricevono anche meriti e riconoscimenti è davvero il massimo che si possa desiderare come scrittore. King ci è riuscito.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">All’inizio viveva in una roulotte con la moglie e non aveva soldi per dedicarsi alla sua passione, non era assolutamente nessuno e credo che anche lui fosse molto titubante su ciò che lo aspettava in futuro, ma con il tempo e tantissimi sacrifici ha raggiunto il suo scopo, ha centrato perfettamente l’obiettivo, anche se la critica non sempre ne apprezza le opere, ma questa è un’altra storia.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Dalle sue opere sono stati tratti molti film, ma non c&#8217;è paragone coi suoi romanzi. I film che hanno lasciato intatto l&#8217;essenza della sua opera sono, a mio avviso, &#8220;Stand by me &#8211; Ricordo di un&#8217;estate&#8221; (tratto dal racconto &#8220;Il Corpo&#8221; dalla raccolta di 4 racconti &#8220;Stagioni Diverse&#8221;) e &#8220;Misery non deve morire&#8221; (tratto dall&#8217;omonimo romanzo &#8220;Misery&#8221;) entrambe messi in scena dal regista Rob Reiner.</p>
<blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-top:.5cm;margin-bottom:.2cm;" align="JUSTIFY"><em><strong>Conclusioni</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Diventare scrittore è il mio sogno nel cassetto. King ha acceso in me questo desiderio di giocare con le parole, come fa lui, da quando avevo diciassette anni, ma a un certo punto lo avevo dimenticato. Riconosco che è molto difficile. Moltissimo. Sopratutto quando si deve essere sintetici e completi allo stesso tempo&#8230; Bisogna trasmettere qualcosa agli altri, si deve riuscire a colpire diversi gradi di sensibilità e percettività del pubblico, e non è per nulla banale. E poi, oggi, le persone cosa pensano degli scrittori? È o non è un mestiere? Anche perché uno scrittore sconosciuto che approda alla sua prima pubblicazione, dopo sacrificio e impegno, deve fare i conti con tanti altri &#8220;colleghi&#8221;, tra i quali King stesso.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Non si riesce  a vivere di sola scrittura, a meno che non si sia così pieni di speranza e ottimismo, a meno che non si sia così produttivi e pronti a mettersi sempre in gioco, di continuo, per un mestiere che, secondo me, in molti non riconoscono tale.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Alla fine non si può scrivere un primo romanzo che superi 300 pagine e vendere, nella migliore delle ipotesi, più di 500 copie, ma se giocare con le parole è divertente, perché non accontentarsi di farlo e basta? Scommetto che in caso di buona riuscita l’emozione della prima pubblicazione, e senza pagare, è pure più appagante di qualsiasi vincita milionaria con concorsi e premi fantasmagorici. E, iniziare riconoscendo con umiltà le proprie mancanze, per cercare di colmarle, maturando la scrittura paragrafo dopo paragrafo, è il primo passo per un avvenire dignitoso e ricco di speranza per un futuro grandioso per il sogno nel cassetto.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Speriamo di riuscire a terminare il romanzo a cui sto lavorando per poi dedicarvi la  revisione/riscrittura e poi, come dire, se son rose fioriranno.</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Alla prossima,</p>
<p style="text-indent:1cm;margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">Giovanni</p>
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	</item>
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		<title>Raccontami&#8230; un fantasma!</title>
		<link>http://giochidiparole.wordpress.com/2009/09/25/raccontami-un-fantasma/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 08:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[giuseppe cozzolino]]></category>
		<category><![CDATA[luciana scepi]]></category>
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		<category><![CDATA[questi fantasmi]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnalo un simpatico evento di letture in libreria.
Mondo Cult &#38; Libreria Treves presentano una selezione di storie incentrate sulle più celebri leggende partenopee (il Principe di S.Severo, le Janare, Anna Carafa, Giuditta Guastamacchia) e su alcuni degli itinerari più suggestivi della nostra Città.
Letture e performance a cura di:

Renata Di Martino: &#8220;Il fantasma della Biblioteca&#8221;
Diana [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=149&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Vi segnalo un simpatico evento di letture in libreria.</p>
<blockquote><p>Mondo Cult &amp; Libreria Treves presentano una selezione di storie incentrate sulle più celebri leggende partenopee (il Principe di S.Severo, le Janare, Anna Carafa, Giuditta Guastamacchia) e su alcuni degli itinerari più suggestivi della nostra Città.</p>
<p><span id="more-149"></span>Letture e performance a cura di:</p>
<ul>
<li>Renata Di Martino: &#8220;Il fantasma della Biblioteca&#8221;</li>
<li>Diana Lama: “Janare di famiglia”</li>
<li>Ugo Mazzotta: “Anche i fantasmi tengono famiglia”</li>
<li>Bruno Pezone: &#8220;19 Aprile&#8230; L&#8217;ultima arringa!&#8221;</li>
<li>Simonetta Santamaria: “Nel nome dell’amore”</li>
<li>Luciana Scepi: &#8220;Il fantasma del chiostro&#8221;</li>
<li>Francesco Velonà: “Il restauro”</li>
</ul>
<p>E tantissimi altri!  (i racconti sono contenuti nell’antologia “Questi Fantasmi – 17 Storie di Luoghi e Spettri Napoletani”, a cura di Giuseppe Cozzolino, Boopen Led, 2009)</p>
<p>Vi aspettiamo Venerdì 25 Settembre alle ore 20,30 presso la Libreria Treves, Porticato di Pzza del Plebiscito 11-12 &#8211; Napoli</p></blockquote>
<p>Riferimenti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.napolinoir.it/" target="_blank">http://www.napolinoir.it/</a></li>
<li><a href="http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=11774" target="_blank">http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=11774</a></li>
</ul>
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		<title>Le mie pubblicazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 13:18:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[giulio perrone edi]]></category>
		<category><![CDATA[giulio perrone editore]]></category>
		<category><![CDATA[homo scrivens]]></category>
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		<description><![CDATA[Chi segue il blog da un po&#8217; sa che ho pubblicato una poesia all&#8217;interno di una raccolta di poesie e racconti realizzata dall&#8217;editore romano Giulio Perrone Editore.
Mi hanno anche pubblicato il racconto breve &#8220;Il distacco&#8221; sul sito di Homo Scrivens, una redazione di scrittori con la passione, ovviamente, per la scrittura   .
Per facilitare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=145&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Chi segue il blog da un po&#8217; sa che ho pubblicato una poesia all&#8217;interno di una raccolta di poesie e racconti realizzata dall&#8217;editore romano Giulio Perrone Editore.</p>
<p>Mi hanno anche pubblicato il racconto breve &#8220;Il distacco&#8221; sul sito di <a href="http://www.homoscrivens.it/" target="_blank">Homo Scrivens</a>, una redazione di scrittori con la passione, ovviamente, per la scrittura <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Per facilitare la ricerca ho creato la sezione <a href="http://giochidiparole.wordpress.com/category/scritti/" target="_self">Scritti</a> che al momento contiene questi due testi.</p>
<p>Alla prossima.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giochidiparole.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giochidiparole.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giochidiparole.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giochidiparole.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giochidiparole.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giochidiparole.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giochidiparole.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giochidiparole.wordpress.com/145/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giochidiparole.wordpress.com/145/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giochidiparole.wordpress.com/145/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giochidiparole.wordpress.com&blog=7935028&post=145&subd=giochidiparole&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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